Quando e Perche’ Prescrivere la Polisonnografia ad un bruxista

La Polisonnografia Rappresenta il gold-standard diagnostico per il Bruxismo del sonno.

 

polisonnografia

 

Non so te, ma molti professionisti dopo aver eseguito un’accurata anamnesi nel paziente a rischio Bruxismo del Sonno (o sospetto tale), si orienta verso l’ultima spiaggia chiamata Polisonnografia, che effettivamente ad oggi risulta l’esame piu’ accurato per capire se un paziente è o non è un bruxista notturno.

Tuttavia si tratta di un esame complesso, costoso, eseguito in ambiente ospedaliero – quindi non riproduce le condizioni naturali per il paziente come il letto di casa – e dev’essere eseguito da operatori molto esperti per la formulazione della diagnosi e la refertazione.

In più, le liste di attesa rendono praticamente impossibile la gestione di questa valutazione in ambito odontoiatrico, ma viene per lo piu’ utilizzata per la ricerca di altre patologie. Per questo la polisonnografia rappresenta uno strumento di valutazione limitato all’ambito della ricerca odontoiatrica.

Nonostante tutto non bisogna dimenticare che il bruxismo del sonno e la sindrome delle apnee ostruttive del sonno sono stati frequentemente associati, ma la possibile relazione causa-effetto non è ancora stata dimostrata.

Un paio di studi hanno dimostrato come interventi per la terapia di disturbi respiratori del sonno (adenoidectomia nei bambini, CPAP e dispositivi di avanzamento mandibolare negli adulti) siano associati ad un importante riduzione degli episodi di bruxismo.

Questi risultati supportano l’ipotesi che ci sia anche un “bruxismo buono” che aiuta a recuperare la pervietà delle vie aeree dopo un episodio di apnea.

Un’ipotesi alternativa considera l’attivazione ritmica dei muscoli masticatori (RMMA) durante il bruxismo una funzione necessaria per mantenere la lubrificazione dell’orofaringe durante il sonno, un periodo nel quale la produzione di saliva e la deglutizione sono normalmente ridotti.

Il perché in alcuni individui queste funzioni raggiungano una frequenza anormale è ancora da scoprire.

In ogni caso la polisonnografia può aiutare il dentista quando il paziente bruxista indica sintomi riferibili a disturbi respiratori del sonno: un russamento importante tanto da disturbare il sonno del partner, risvegli in apnea, sonnolenza diurna sono solo alcuni degli aspetti più comunemente riferibili.

La compilazione di questionari molto semplici come l’Epworth (Scaricalo) o il Questionario di Berlino (Scaricalo), direttamente in sala d’attesa, permettono in pochi minuti di misurare il rischio di disturbi respiratori del sonno e dunque l’eventuale necessità di riferire il paziente al medico specialista del sonno per la diagnosi polisonnografica.

L’ALTERNATIVA

 

Ad oggi Bruxoff è l’unico dispositivo portatile che permette di capire se il paziente è un bruxista del sonno e se si tratta di un serratore o un digrignatore notturno.

Inoltre lo strumento permette di misurare contestualmente sia l’attivita dei muscoli masticatori sia frequenza cardiaca, caratteristica fondamentale per validare scientificamente l’esame.

L’esame avviene in totale serenita’ nell’ambiente naturale del paziente (il suo letto) e non risulta per niente invasivo.

Dotandoti di uno strumento del genere il tuo studio potrebbe risultare un punto di riferimento per la diagnosi del bruxismo e parallelamente potrai riuscire ad abbattere la percentuale di bite non adatti alle reali esigenze del paziente.

Un paziente soddisfatto è un paziente che ritorna piu’ volentieri e che puo’ metterti in comunicazione con altri potenziali pazienti afflitti dallo stesso problema.

Alla Prossima.

PS

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