Perche’ dal 1990 il Rapporto con il Bruxismo è cambiato?

Dagli studi effettuati sia su modelli animali che su modelli umani,non risulta nessuna caratteristica occlusale significativa associata al bruxismo del sonno

bruxismo denti rotti

Partiamo sempre dal presupposto che quanto riguarda il bruxismo siamo piu’ meno all’eta’ dell’oro, ma attenzione, non per i suoi fasti!

Se prendiamo come termine di paragone le altre branche dell’odontoiatria, quella relativa ai disordini cranio mandibolari, è decisamente agli albori delle scoperte scientifiche.

Diciamo che abbiamo appena scoperto la ruota e ci stiamo dirigendo a gambe levate verso un era di conoscenza di cui prima non sospettavamo nemmeno l’esistenza.

Quindi se stai leggendo questo blog vuol dire che ti stai interessando all’argomento o ti interessi da qualche anno – di conseguenza puoi considerarti serenamente un pioniere ti questa disciplina.

La prova della mia teoria sta nel fatto che fino al 1990 pensavamo che il Bruxismo fosse un disordine legato alla cattiva occlusione o alla presenza di precontatti dentali nel nostro paziente.

Tutto questo, non si sa come, avrebbe scatenato un’attivita’ parafunzionale, un aumento conseguente dell’attivita’ muscolare che sfociava in dolore articolare, irritabilita’ e nervosismo del paziente, il quale si ritrovava in questo modo ad aumentare la propria attivita’ parafunzionale in un circolo vizioso per lui devastante.

Qual era il ruolo dell’Odontoiatra in tutta questa situazione?

Beh, dicamola tutta, fino a pochi decenni fa il professionista medio si accorgeva che il proprio paziente bruxava per 2 ragioni principali:

1) perche la moglie/marito si lamentava dei rumori notturni … (ovviamente dei denti)

2)perche’ il paziente aveva gia i denti usurati

Disegnato questo quadro, le possibilita’ per il paziente risultavano parecchio limitate e nella stragrande maggioranza dei casi sfociavano nell’indicazione di un Bite da parte del dentista, senza riuscire ad accertarne con sicurezza la validita’ terapeutica.

Ma poco male, tanto il paziente l’avrebbe portato per poco tempo ….

Questa era la situazione fino a non piu di 25 anni fa.

Bruxismo attivazione del sistema nervoso centrale autonomo

Negli anni ’90 sono stati compiuti importanti studi scientifici (anche italiani) che hanno dimostrato come il Bruxismo del sonno sia un’attivazione del Sistema Nervoso Autonomo che avviene durante il sonno e che determina un’attivazione ritmica dei muscoli masticatori (RMMA). Da un punto di vista elettromiografico queste contrazioni durano non più di 10 sec e hanno frequenza di 1Hertz (1 contrazione al secondo).

Significa che siamo davanti ad un problema di tipo piu’ nervoso che odontoiatrico e come tale va compreso, studiato e soprattutto diagnosticato in tempo prima che si ripercuota sui denti e sul benessere generale del nostro paziente.

Dagli studi effettuati sia su modelli animali che su modelli umani, infatti, non risulta nessuna caratteristica occlusale significativa associata al bruxismo del sonno.

Nessuna presenza di precontatti risulta una condizione sufficiente e necessaria per l’insorgenza di bruxismo del sonno.

Tutto questo per noi deve essere molto chiaro.

Il modo piu’ naturale per approcciarsi a questa condizione è quello di non demandare la diagnosi a nessun altro se non a noi stessi: l’odontoiatra ha l’obbligo deontologico di eseguire una diagnosi e capire il problema che affligge il paziente. Siamo noi che visitiamo periodicamente il nostro paziente e abbiamo la possibilita’ di capire cosa gli accade.

Numeri alla mano

Le attivazioni ritmiche sono un fenomeno normale che si riscontra nel 60% della popolazione adulta.

L’American Academy of Sleep Medicine definisce il bruxismo del sonno come un disordine motorio caratterizzato dal serramento e digrignamento dei denti associato ad un’intensa frequenza di micro risvegli.

Cosa succede durante un micro risveglio?

 

1) aumenta l’attività elettroencefalografica

2) aumenta la frequenza cardiaca

3) 1 sec dopo l’aumento della frequenza cardiaca arriva la contrazione ritmica dei muscoli masticatori

 

Un’analisi dei fattori di rischio sviluppata nel 2013 (“A systematic review of etiologicall and risk factors associated with bruxism”)

ha evidenziato un ruolo importante di:

 

1) Microrisvegli durante il sonno

2) Aumento dell’attivita’ simpatica di controllo cardiaco

3) Neurotrasmettitori come: catecolamine, acido gamma ammino butirrico e soprattuto serotonina e acetilcolina

4) Genetica e predisposizione familiare

5) Ansia e Stress

6) Consumo di caffe’, sostanze psicotrope, alcolici, fumo di sigaretta e farmaci come gli inibitori selettivi della serotonina

Per determinare la presenza effettiva di Bruxismo allora, cosa occorre?

L’attivazione ritmica dei muscoli masticatori (RMMA) è l’evento che chiude il micro risveglio. E sono queste contrazioni precedute da un aumento della frequenza cardiaca le responsabili dei sintomi dei nostri pazienti.

Nessuna traccia di cause odontoiatriche, ma ai dentisti tocca la diagnosi.

Alla Prossima.

 

PS

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