Le 6 Giuste Abitudini per Migliorare la Vita del tuo Paziente Bruxista in Meno di 24 Ore

Prima di consegnare il Bite non sai come alleviare le sofferenze del tuo paziente? Niente paura…

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Sai dirmi qual è la prima cosa che un paziente notoriamente bruxista ti chiede al vostro primo incontro?

Ma naturalmente di dargli subito la cura per questa odiosa disfunzione che limita la sua qualita’ della vita, la qualita’ del suo sonno e piano piano oscura il suo sorriso.

Magari dopo che tu gli hai spiegato come stanno realmente le cose, che effettivamente non esiste un farmaco o una cura che possa bloccare immediatamente la disfunzione, il suo sguardo si spegne un po, ma successivamente la speranza lo riaccende poiche’ ha compreso le origini complesse del suo disturbo.

Il Bruxismo del sonno ha delle cause da attribuirsi al sistema nervoso centrale autonomo, quindi sempre diverse da persona a persona, da paziente a paziente.

Un paziente piu’ informato è un paziente piu’ consapevole e di conseguenza piu’ “fedele”.

Nonostante tutto, esistono dei semplici accorgimenti per migliorare da un giorno all’altro la vita quotidiana del tuo paziente.

Le Abitudini che ciascun paziente dovrebbe adottare sono 6 e le andremo a sviscerare per capire meglio come possiamo aiutare sin da subito il bruxista del sonno.

Innanzitutto bisogna essere sicuri che i sintomi presentati siano riferibili al bruxismo del sonno: bisogna quindi escludere che si tratti di disordini temporomandibolari (DTM) o di cefalea.

Per fare questo basta ricorrere alla compilazione di questionari clinici specifici per i DTM e per le cefalee e criteri IHS .

Per la diagnosi clinica di bruxismo bisogna fare riferimento alla seguente tabella

International Classification of Sleep Disorders (AASM), 2005
Criteri diagnostici clinici per il bruxismo del sonno
1. Il paziente riporta, o . cosciente di produrre, rumore da digrignamento o serramento dei denti durante il sonno

2. Almeno uno dei seguenti:
a) faccette d’abrasione dentali
b) fastidio, fatica o dolore mandibolo-mascellare e blocco mandibolare al risveglio
c) ipertrofia del muscolo massetere al massimo serramento volontario

3. L’attività dei muscoli masticatori non correlabile ad altri disturbi del sonno, uso di farmaci o abuso di sostanze.
Criteri minimi 1+2.

Ricordare che nessuno dei singoli sintomi o segni sopra riportati permette di formulare una diagnosi certa di bruxismo del sonno. L’approfondimento strumentale è indispensabile.

Qualora il bruxismo risultasse importante, è raccomandabile fornire al paziente le 6 norme comportamentali volte al controllo della parafunzione:

1) Mantenere i denti staccati durante la giornata
2) Fare esercizi di rilassamento e impacchi caldi sui muscoli masseteri prima di addormentarsi
3) Mantenere una normale abitudine di ingresso nel sonno
4) Limitare il consumo di caffe durante il giorno
5) Non bere alcolici prima di andare a dormire
6) Creare un ambiente di addormentamento che sia fresco, comodo, buio e silenzioso

Queste manovre permettono di migliorare la sintomatologia in tempi rapidi, nell’attesa del confezionamento del bite o dell’attuazione delle manovre terapeutiche ritenute più opportune.

E’ consigliato in ogni caso eseguire un esame attraverso un dispositivo che possa fare una diagnosi scientifica della disfunzione, in modo da stabilire se si tratta di un paziente digrignatore o serratore e l’entita’ stessa del suo bruxismo.

Attraverso questi esami sara’ possibile conoscere con certezza se il paziente è un bruxatore del sonno ed il numero di eventi (RMMA) accaduti durante la notte.
Di conseguenza, riuscirai ad ottenere un valore numerico di riferimento che indica proprio la gravita’ della disfunzione.

 

Alla Prossima.

PS

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