Bruxismo

Sembra che il termine bruxismo derivi dalla parola greca “brychein,” che significa “digrignare e strofinare le due opposte arcate dentali”.

Secondo una recente classificazione dei disordini del sonno, il bruxismo è definito come un disordine motorio legato al sonno.

Il Glossario dei Termini Protesici (GPT-8) definisce il bruxismo come un’abitudine parafunzionale di digrignare i denti, che consiste in movimenti involontari e non funzionali, ritmici o spasmodici, che provocano digrignamento, strofinamento o serramento dei denti.

bruxismo

Se questo comportamento avviene durante il giorno, si definisce bruxismo della veglia o diurno, e può consistere in movimenti semivolontari di serramento o strofinamento lateralmente dei denti. Lo strofinamento o la stretta che avvengono di notte sono definiti bruxismo notturno.

 

Le vecchie teorie che attribuivano il bruxismo a una malocclusione sono state confutate, anche se in alcuni casi isolati delle interferenze tra denti possano svolgere un ruolo nella sua insorgenza.
Quello che si è scoperto in dettagliate ricerche negli ultimi 10 anni è che diversi fattori concorrono alla genesi e allla patogenesi del bruxismo. I fattori che sono stati confermati in questi studi comprendono la predisposizione genetica, l’architettura del sonno (ad es. micro-risvegli che avvengono durante il sonno), fattori psicologici come stress ed ansia, fattori ambientali, livelli di catecolamine nel sistema nervoso centrale, trauma cerebrale, malattie cerebrali, effetti di farmaci o droghe (sostanze stimolanti: ecstasy, caffeina, o inibitori del reuptake della serotonina (SSRI), medicine ansiolitiche o dopaminergiche, ecc.) e la funzione del sistema nervoso autonomo (generatore del pattern di attivazione muscolare).

 

Il bruxismo è anche considerato un comportamento naturale che stimola la salivazione durante il sonno.
Uno studio sperimentale che ha analizzato l’induzione dell’acidificazione dell’esofago ha mostrato che gli episodi di bruxismo aumentano con la stimolazione da parte dell’acido, suggerendo che il reflusso gastroesofageo potrebbe essere una causa di bruxismo in individui con questo problema allo stomaco.

Grazie a uno studio condotto in risonanza magnetica funzionale (Lida T, et al. European Journal of Oral Science, 2010), è ora noto che il digrignare i denti durante il giorno è associato con l’attivazione bilaterale della corteccia sensorimotoria, l’area motoria supplementare, la corteccia prefrontale dorsolaterale e la corteccia parietale posteriore. Questo suggerisce un network corticale più esteso di quello che controlla i movimenti dele dita, anch’essi valutati in quello studio. I risultati forniscono un’ulteriore conferma di un complesso meccanismo centrale che regola il bruxismo. I dati provenienti da studi sul sonno suggeriscono che prima ancora che i denti entrino in contatto si verifica una serie di eventi fisiologici comprendenti l’attivazione del sistema cardiaco autonomo a meno di 4 minuti dall’attivazione dei muscoli masticatori, l’attività del cervello a meno quattro secondi, un aumento del tono muscolare dei muscoli che aprono la mascella con 2 respiri profondi, e un aumento della frequenza cardiaca a meno un secondo. Questa particolare sequenza è stata riscontrata in quasi l’80% dei casi di movimento ritmico della mascella associato con il digrignamento dei denti durante il sonno.

Altri studi hanno suggerito che uno sbilanciamento della neurotrasmissione dopaminergica potrebbe verificarsi in alcuni tipi di bruxismo. Per esempio, mentre l’uso a breve termine dei precursori della dopamina come l’L-dopa inibisce il bruxismo, l’uso a lungo termine lo aumenta. La bromocriptina, un agonista che attiva preferenzialmente il recettore D2 della dopamina, riduce gli episodi di bruxismo. L’anfetamina e simili droghe da strada aumentano la concentrazione di dopamina e il loro uso è stato associato con il bruxismo. In almeno una pubblicazione i fumatori hanno riferito di soffrire di bruxismo con una frequenza doppia rispetto ai non fumatori, e si sa che la nicotina stimola l’attività centrale della dopamina. Gli SSRI hanno un effetto indiretto sul sistema dopaminergico e notoriamente causano un aumento del bruxismo.

 
Il ruolo di fattori psicosociali nell’eziologia del bruxismo è stato valutato in una recente ricerca sistematica di tutte le pubblicazioni scientifiche (Database PubMed) sul tema del bruxismo e dei fattori psicologici/psicosociali. Sono stati considerati rilevanti 45 articoli. Gli autori di questa pubblicazione hanno riportato che gli studi esaminati hanno mostrato un’associazione tra bruxismo e ansietà, sensibilità allo stress, depressione e altre caratteristiche personologiche. Questi risultati sembrano contrari a quelli delle ricerche effettuate nei laboratori del sonno, che non confermano questa associazione. L’insieme di questi studi riportati e delle ricerche sul sonno suggerisce che, per quanto riguarda una possibile causa psicologica o psicosociale, ci possono essere differenze molto marcate in questi fattori tra individui che digrignano i denti durante il sonno e quello che lo fanno durante il giorno.

 

References: http://emedicine.medscape.com/article/2066277-overview#aw2aab6b3